stagno, legno e marmo


Questi lavori, ormai è una tradizione, li faccio per i matrimoni. Gli alveari sono casa e famiglia costruiti con dedizione, ventre materno. Modulari, si sviluppano in forme lievemente diverse. Possono sorgere ovunque, dove c’è un po’ di riparo e un po’ di sole, e alcuni più selvaggi e istantanei in luoghi effimeri: appesi alle graminacee nel campo o a un oggetto provvisorio. Il senso del pericolo ce li fa evitare ma ne ammiriamo l’istintiva cristallina geometria appena ne teniamo uno in mano.
A volte sento il suo costruttore avventarsi e rosicchiare il legno morbido della mia finestra, come faceva ritualmente Antonio Ligabue quando impastava con la bocca l’argilla, la malta scultorea, prima di modellarla. Così saluto tra le sganasciate il piccolo muratore volante, con l’antinfortunistica a strisce, rubarmi un altro mattoncino.