Qui dove tu vivi

Annunci

La forma ammirevole delle cose

Con un gruppo di amici oggi abbiamo dato vita ad un rituale, precedentemente appena abbozzato e scoperto poi. 

Un atto psicomagico direbbe Jodo, primal painting per Osho. Ci siamo dati un percorso, affrontandolo insieme nella calda giornata d’agosto, prevedendo diverse tappe sino ad un apice conclusivo. Quello che scrivo in questo post rimarrà criptico, perché non voglio elencare quello che abbiamo fatto anche se è stato bellissimo, ma portare la testimonianza che dedicarci a pratiche giocose (uscendo un po’ dalla comfort zone) risveglia la vitalità del potentissimo bambino che è in noi. Possiamo con atti semi inventati creare nuove mitologie e prenderne parte con semplicità. Non bisogna aspettare di esserne in grado, perché non saremo pronti quando saremo perfetti in un futuro ipotetico. Possiamo lasciar avvenire le cose ora, facendo scorrere le nostre fragilità in un luogo protetto e le cose stesse prenderanno una forma ammirevole.concludo ringraziando Rick, Lorenzo e Mauro che erano con me oggi, di cuore 

La gipsoteca del Cervietti

Oggi siamo passati allo studio di scultura di Franco Cervietti, tra i laboratori di marmo più famosi di Pietrasanta, fondato dal padre Danilo nel 1962. Lo studio possiede una delle collezioni di gessi più ricche d’Italia tra i quali molti calchi originali di Michelangelo, Bernini e Canova. 

Entrando ho trovato innanzitutto numerose riproduzioni di Diana che tiene il suo animale prediletto per le corna. Oltre al fatto che Diana è una dea meravigliosa, il piccolo cervo che tiene tra le mani mi ha riportato al nome del titolare”cervietti”, risolvendo che è un’immagine di benvenuto perfetta per la galleria. Addentrandosi nel tour è stato anche divertente vedere i soggetti che venivano richiesti maggiormente dai committenti del novecento ammassati in un accumulo di madonnine accoglienti e in preghiera, di testine di bambini e di fanciulle ignude o velateGirando per questa enorme gipsoteca, che si trova ai piani alti all’interno del laboratorio di scultura, si va a caccia di rarità e si può incappare in pezzi inaspettati, come ad esempio questa meravigliosa Leda e il cigno, nascosta in un angolo quasi irraggiungibile che dopo tanto cercare sembrava dirti -bravo, ecco il tuo premio!ma la cosa più divertente è stata intravedere l’interazione dei modelli impolverati col vicinatoad esempio qui sopra ho assistito al dialogo fra i sensi e l’algida ragionee qui una signorina è inquietata dal linguaggio scurrile dell’interlocutore qua invece ho trovato il David di Donatello un po’ preoccupato dalla malizia delle tre grazie, e qui sotto infine, tutti sono contenti per l’incoronazione di una di loroe anche io, che a forza di girare mi ero un po’ perso e finalmente ho ritrovato l’amico Lorenzo

PALCO

palco

espositore003espositore004espositore001espositore021espositore013espositore027espositore53espositore39

La vetrina PALCO nasce dalla collaborazione tra un industrial designer, un falegname e uno scultore con l’obiettivo di esporre oggetti di diverse grandezze all’interno di un’unica super cornice. Davide Fante, Giampietro Corghi e Marco Galafassi hanno unito le proprie competenze sviluppando una vetrina con tre camere espositive a gradoni. Il risultato è un vero e proprio palcoscenico espositivo.

foto marius mele

dimensioni: cm 200 x 140 x 40
materiale: legno, cristalli, alluminio, luci led
anno: 2016
info:  marco.galafassi@gmail.com

GAM, alla Casa del Mantegna

Cavallino partecipa all’esposizione, intitolata GAMche si svolgerà presso la Casa del Mantegna dal 19 febbraio al 13 marzo 2016, curata da Vincenzo Denti e  Gianfranco Ferlisi.

Cavallino è un’opera di origine letteraria, ispirata alle lezioni americane di Italo Calvino e al mito del cavallo alato che sconfigge l’inerzia e la pesantezza del mondo. La scultura cresce come un Pegaso dal sangue corallino della Gorgone, cavata dal più fine dei marmi, quello statuario di Carrara. Iniziata nel 2003 e sbozzata a subbia, è stata abbandonata per lungo tempo nel fondo di uno studio a Castelpoggio (MS) trovando la sua forma definitiva solamente sei anni dopo nella campagna di Borgoforte (MN). Il suo marmo, appartenente ad una vena oramai esaurita dello statuario apuano, ha presentato il fenomeno rarissimo di inclusioni fluide all’interno dei cristalli. Infatti, sotto l’effetto della levigatura, al centro del cavallino è comparsa una macchia liquida e pigmentata rosso scuro, forse di un minerale ferroso. Il fenomeno inedito di questo marmo, qui, scopre ulteriormente la valenza fisica e spirituale della sua materia.

Cavallino, 2008, marmo statuario di Carrara, cm 52 x 110 x 52

Cavallino, 2008, marmo statuario di Carrara, cm 52 x 110 x 52