due di due

Continua la prova di questa estate di tornare a dipingere e fare dei “good enough painting” (cit. Avishai Platek). Continuo su tavola di betulla, in orizzontale, sempre in formato A1. La tecnica è mista, con poco colore ad olio, tempera all’uovo e acquerello.

Il primo quadro in blu e verde è “omaggio ad Andrea Pisano”, quello che realizzò la prima porta del battistero di Firenze, con la quadrilobatura ripresa da Ghiberti e Brunelleschi, e poi le magistrali formelle esagonali della torre di Giotto. Le sue opere si possono vedere da vicino al museo dell’opera del Duomo; a me personalmente mi emozionano tantissimo, perché le trovo frementi come quelle antiche.

Come già fatto per la “contadina dell’Altai”, ho usato un gioco creativo unendo l’ispirazione di due opere, la formella del Pisano per la corporazione dei marinai e “chiaro di luna”, un mio vecchio quadro ispirato a Belfiore di Mantova.

” chiaro-di-luna ” -2008, cm 90×600, mixed on wood, private collection

Il secondo quadro “prestigia”, fatto il 38 di luglio (cit. Squallor), ha invece invertito la tendenza sulle referenze illustri, anzi ha negato qualsiasi intenzione velleitaria, nessuna storia da raccontare se non dare una forma alle macchie con cui ho tinto casualmente la tavola. Son affiorate storie inconsce in grande quantità, anche se osservo che lo stesso accade inevitabilmente, magari in modo più sottile, anche ai dipinti dal tema predefinito.

4 nuovi dipinti

Dopo 17 anni passati quasi senza dipingere, sono arrivati 4 quadri. Entrambi ispirati da un immagine guida ed entrambi misuranti 59 x 84 cm. Faccio questa premessa proprio perché rientrando dopo tanto tempo nello stato d’essere del pittore, son curioso di notare le differenze tra ieri e oggi.

Descrizione delle pitture :

1- “il ritorno del figliol prodigo”, tempera all’uovo su tavola. Studio grafico dall’omonima scultura di Arturo Martini.

2- “la temperanza”, tempera all’uovo su tavola. Rielaborazione della Venere Callipigia del museo Nazionale di Napoli.

3- “la forza”, tempera all’uovo su tavola. Studio di un frammento scultoreo con raffigurato Ercole.

4- “contadina dell’altai”, tecnica mista su tavola. Ispirato dalla madonna della misericordia di Piero della Francesca e una grafica di Burri con arcobaleno.

Sapendo che tutti i riferimenti sia tecnici che figurativi utilizzati durante la creazione di una immagine, possono essere facilitatori e allo stesso tempo inibitori del percorso espressivo, è un gioco sapiente quanto spazio dare a questi e quanto invece farsi guidare esclusivamente dall’intuito.

L’esperienza della pittura può essere puramente meditativa, riportandoci in contatto col nostro sé. Questo contatto è tanto profondo quanto più ci immergiamo in noi stessi lasciando che l’intuito ci guidi la dove magari pensavamo non ci fosse nulla.

Ora documento alcuni passaggi della genesi della “contadina dell’altai”, che è stata la più elaborata ricevendo molto sostegno. Per farla dapprima ho raccolto due cartoline lungo un viaggio sulle strade dell’arte tra Città di Castello e San Sepolcro, poi le ho fuse assieme generando una figura austera, che come una finestra o un prisma scompone la luce in un arcobaleno. In ultimo ho creato la stessa immagine anche tridimensionalmente.

Il gioco creativo mi ha preso molto ma, allo stesso tempo non avevo avuto una esperienza immersiva nell’intimo come avrei voluto e non ero soddisfatto. L’occasione si è presentata, andando prima ad una conferenza e poi ad una pratica meditativa con Selene Calloni Williams, che ringrazio profondamente. In quella giornata dal titolo “Sono foresta”, abbiamo avuto modo di approfondire molti aspetti della spiritualità. Da qui, e anche dai miei cari che mi spronano a fare “più Marco”, la decisione di tornare sul dipinto. Dopo diversi passaggi “lugubri” è emersa la figura che piano piano andava ripulendosi di una bellissima contadina nomade, custode della natura. Perché l’uomo come dice Selene è il custode dell’albero e della bellezza.

Pino Sebastos

Una marionetta è mossa e manovrata dal burattinaio, oppure sta ferma.

L’uomo è mosso dalle emozioni, altrimenti è fermo.

Siam mossi e manovrati dal campo astrale, il piano emotivo, come le marionette.

Come un pinocchio venerabile continuiamo a essere mossi e a volte ci muoviamo..

.

come Nut e Urano

entrambi vengono dalla notte stellata come l’egizia Nut e il greco Urano

entrambi con passo lieve sulla terra, abitano le volte celesti e levitano nell’abbraccio

Cambiare nel 2026

  • Davvero dovresti cambiare!!!

Ma come si fa a cambiare e agire diversamente? Come si può cambiare comportamento rispetto al proprio?

  • Lasciando andare, si perde l’intento originale e si esplora una nuova strada.

Si è portati a cambiare quando avvertiamo frustrazione, quando tocchiamo il fondo oppure magicamente cambiamo prospettiva. A volte il cambiamento avviene senza che ce ne accorgiamo, diversamente invece ci vuole un certo talento per innescare la catarsi. Quindi, come possiamo cambiare in modo consapevole?

  • Non ho una risposta ma abbiamo iniziato un percorso 50 anni fa! Diverse volte ci siamo staccati da un ambiente dominante cercando di ritornare indipendenti e ripartire da lì, da noi.

Ho raffreddato spesso l’infiammazione che correva nel mio corpo “refrigerando l’anima”. La natura sensibile e l’affrontare la vita di petto, mi ha portato a sviluppare stress, a rendermi reattivo e molto teso. Accettare la mia debolezza e volergli bene mi ha sempre giovato. Cambiare il mio modo di respirare mi aiuta, ma poiché non ci riesco bene, nel tempo ho affrontato anche separazioni fisiche difficili, tra cui la più semplice è stato un intervento chirurgico. Ho cambiato tanto nella vita: il mio corpo, le case, le persone con cui sto, e il mio ritmo quotidiano, ma la vera sfida è lasciar andare gli intenti che guidano le azioni. La vera sfida sono sempre io.

  • Se non mi ribello al mio comando, non posso davvero cambiare ciò che sono abituato a essere. Ribellarmi ai miei intenti, che possono essere semplicemente che tutti stiano bene, che ognuno sia sereno, che ci sia ordine e chiarezza, e che le parti siano giuste.

Ribellarmi all’intento di controllo e arrendermi beatamente a ricevere. Ribellarmi dal voler controllare la vita che mi circonda e accorgermi invece degli impulsi interiori che mi condizionano.

  • Aver fiducia che la vita scorre e muta naturalmente e non necessita del nostro intervento.

E’ sufficiente la nostra presenza.

Buon 2026

L’arte consigliata da Van Gogh al fratello Theo

Van Gogh nelle tante e belle lettere che indirizza al fratello Theo, spesso consiglia la visione di artisti contemporanei, e sovente indica nomi minori oggi sconosciuti ai più.

In giovane età, entrambi lavoravano in sedi distaccate nelle gallerie d’arte dello zio, e Vincent nelle sue lettere indica o regala a Theo stampe tratte dai quadri degli artisti per lui più significativi, magari per la semplicità innovativa che erano in grado di esprimere.

Non scontato ricordare che le opere d’arte ancora nella seconda metà dell’800, giravano l’Europa tradotte dall’originale pittorico in incisione. Il loro mercato era diffuso e abbastanza economico, essendo il modo principale con cui le immagini giravano il mondo.

L’opera d’arte originaria veniva tradotta in tante buone o cattive versioni stampabili, come ad esempio quella qui sotto , facente parte dei consigli di Vincent, “l’operaio e i suoi figli” di Duverger. Le opere famose venivano così conosciute nella loro trasformazione in stampa, mentre l’originale non poteva facilmente essere fruito tramite i prestiti museali come avviene oggi o ancor più, tramite la riproduzione fotografica.

Leggendo le lettere si ha la possibilità di scoprire gli artisti che Vincent indicava a Theo, e così facendo ho trovato un bellissimo insieme di pittori, quasi tutti grandi paesaggisti.

In questo articolo, di cui spero seguiranno altri, voglio mostrare l’opera di G.Brion “Gesù e Pietro sulle acque”, narrata nel vangelo di Giovanni, Matteo e Marco.

In una sua lettera, Van Gogh, desideroso di diventare pastore della chiesa come il padre, fa riferimento al passo di Giovanni che narra la vicenda, ma è quello di Matteo il passo descritto con esattezza nel dipinto di Brion, di incredibile bellezza.

Matteo 14:22-24

Gesù cammina sulle acque e Pietro con lui

22 Subito dopo ordinò ai discepoli di salire sulla barca e di precederlo sull’altra sponda, mentre egli avrebbe congedato la folla. 23 Congedata la folla, salì sul monte, solo, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava ancora solo lassù.

24 La barca intanto distava gia qualche miglio da terra ed era agitata dalle onde, a causa del vento contrario. 25 Verso la fine della notte egli venne verso di loro camminando sul mare. 26 I discepoli, a vederlo camminare sul mare, furono turbati e dissero: «E’ un fantasma» e si misero a gridare dalla paura. 27 Ma subito Gesù parlò loro: «Coraggio, sono io, non abbiate paura». 28 Pietro gli disse: «Signore, se sei tu, comanda che io venga da te sulle acque». 29 Ed egli disse: «Vieni!»

Brion, Gesù e Pietro sulle acque

Sculture rubate

BAGNANTI
2019, marmo bianco di Carrara Canaloni, 60 x 35 x 30 cm

Nel mese di Febbraio la mia scultura “bagnanti”, raffigurante una coppia immersa nella vasca da bagno è sparita, rubata da qualcuno. Con lei è stata portata via anche un’altra in gesso di minor valore, che stava a distanza di qualche metro sempre nel giardino. Le sculture non erano enormi e non si notavano molto se non si guardava attentamente tutto il prato. Tuttavia non erano nemmeno così facili da portare via, perché pesavano svariate decine di chili.

Forse i ladri erano in due e possedevano una macchina o almeno un trabiccolo dove caricarle. Probabilmente frequentavano l’ambiente limitrofo, forse erano giardinieri o qualcosa di simile, oppure niente di tutto ciò. Magari il ladro è un insospettabile, un cleptomane che ruba per rubare oppure un efferato faccendiere che sa come vendere anche un sasso. Chissà chi è ?? Mi piacerebbe un giorno conoscere la storia di come è andato il furto.

Non è la prima volta che rubano una mia scultura purtroppo.

Sempre in Toscana sotto il mare dell’isola d’Elba, commissionata da Elisa Savoia, era stata depositata nel 2010, adagiandola in mezzo a una nuova barriera corallina, una scultura dedicata a Paolo Rigo, un maestro della subacquea mantovana. Il lavoro, di un peso esatto per non essere spazzato via dalle maree, era stato calato nelle acque usando dei palloni ingegnerizzati e depositato sul fondale. Un giorno Elisa inabissandosi per l’annuale pulizia dell’opera, scoprì con gran dolore che la scultura era stata rubata!

“a Paolo” – 2010, marmo bianco di Carrara, 70x30x25cm

Ancora oggi trovo strano e altamente improbabile che una scultura venga rubata eppure l’esperienza mi dice diversamente.. La cosa più incredibile sarebbe se un giorno tornassero indietro insieme al racconto di cosa gli è accaduto in questo tempo, chissà ..

Le serrande di Puccini

Dipingere insieme agli studenti le opere di Puccini, su 12 serrande metalliche nel centro di Lucca, poteva essere impresa ardua e rovinosa, vista la naturale inesperienza della scuola in questo ambito. Cosa ancora più allarmante il fatto che queste pitture, in smalto da cancellata, sarebbero spuntate nel cuore di un centro storico tra i più belli d’Italia, rischiando di cozzare e stridere con i palazzi e le chiese di bellezza secolare.

Invece è stato il contrario, i passanti ringraziavano i ragazzi e gli artisti esclamando: “ Bravi, finalmente un pò di colore!” e in diversi sono stati così entusiasti da intraprendere commissioni private.

Qualcosa ha voluto e ha fatto in modo che tutto il progetto sia stato un grande successo; forse è merito della valida progettazione fatta a scuola, della sicura supervisione dell’art director, dell’utilizzo dei migliori colori sul mercato, del prezioso contributo degli artisti in gioco, della notevole buona sorte e probabilmente anche e soprattutto, della voglia e dedizione che gli studenti hanno dimostrato e riversato lungo via San Paolino, via di Poggio e piazza della Cittadella. Grazie a tutto questo il simposio di street art pucciniana è stato un grande successo.

I rubinetti pubblici utili al nostro lavoro offerti dalla bella Lucca, le vasche della "Pupporona"

Due donne, le donne di Puccini, fondatrici dell’associazione culturale la Bohemé, il soprano Silvana Froli e il segretario artistico Tiziana Criscuoli, sono state loro ad aver avuto l’idea di utilizzare il linguaggio di strada, la street art, per ricordare a tutti l’opera di Puccini, chiedendo di creare questo racconto visivo ai giovani studenti del Liceo Artistico Passaglia. Il loro associazionismo e la loro passione ha fatto anche in modo di reperire i fondi e le concessioni necessarie per realizzare l’intera opera – Viva le sentinelle di Lucca!

Dodici opere pucciniane raffiguranti dodici donne, 6 di queste agli studenti e 6 agli artisti. Una spartizione che ha caratterizzato profondamente il progetto, attuando il modo più nobile di fare scuola, dando vita ad un vero simposio, dove gli allievi lavorando insieme ai maestri si sono scambiati saperi vicendevolmente. Qualcosa che ricorda da vicino le botteghe passate dell’arte italiana, dove gli allievi toccavano l’opera dei maestri.

L'art director Marco Galli (Marco Fine) che esegue la sua "LE VILLI" facendosi aiutare dagli studenti del liceo.

Dodici opere, 6 realizzate dagli artisti: Marco Fine per le Villi, Rick Rojnic per Suor Angelica, Rosmunda per la fanciulla del West, Giulia Oblo per Gianni Schicchi, Am’lrumdame per Tabarro, Gammaphi per Turandot

Rick RojnicSuor Angelica

Rosmunda - la fanciulla del West

Giulia Oblo – Gianni Schicchi

Am'lrumdameIl Tabarro

Gammaphi - Turandot, che non essendo finita da Puccini, ha accolto come conclusione l'intervento gestuale delle persone coinvolte

Dapprima di scendere in piazza, con gli studenti è stato fatto un rapido saggio delle tecniche. Abbiamo lavorato su uno stile concordato, l’ultraflat, poi ricreato il lavoro in scala 1:1 , dipinto in gamma di grigi con gli smalti e ingrandito le immagini tramite la tecnica del doodle grid, consigliataci dall’art director, dimostrandosi in molti casi di essere più precisa del proiettore.

laboratorio scolastico sugli smalti e la tecnica di riporto doodle grid

Delle 12 opere, le 6 realizzate dagli studenti sono state: Tosca, Madama Butterfly, Manon Lescaut, la Rondine, Bohemè ed Edgar. Ogni lavoro è stato realizzato da un gruppo di studenti composto dall’autore, la cui proposta è risultata vincente, più il secondo e terzo classificato, più ancora chi voleva partecipare, in quanto tutti gli studenti erano invitati ad assistere insieme ai propri professori.

TOSCA : FRANCINI ALESSIA 4B, ALICE PACINI 4A, ANGELINI ELENA 4B, FILIPPO PENNACCHI 4B

MADAMA BUTTERFLY : BOUALLALI MERYEM 4A, JOSEPH ZWIEBEL 1B, ANGELICA MENCHINI 3B, GRUPPO TOSCA

MANON LESCAUT : MASINI ANNA 4B, LUNARDI SOFIA 4B, BERTI DARIA 3B

LA RONDINE : RICCI ELENA 4A, MASSAI GIULIA 3C, MARMO ALESSANDRA 3C, ANJA TOMEI 4A


BOHEME : TSURKANU YULIA 3B, PETRINI ELENA 3B, ROMANI CHIARA 3B

EDGAR : PAPALINI DOMIZIANA 4B, QUILICI NICCOLO’ 4B, MIGLIORI MARIA 4B, ORSI SOFIA 4B

Dodici opere di Puccini in centro a Lucca, sono state fatte e dipinte da tante persone, in questo elenco bisogna nominare anche la squadra di professori che, aderendo con entusiasmo, hanno fatto si che questo lavoro scolastico diventasse qualcosa di ben fatto. I professori da ringraziare sono: partendo dal Dirigente Scolastico la prof.ssa Maria Pia Mencacci, la prof.ssa di pittoriche Enrica Giannasi, i proff di scultura Saveria Rizzo e Giuliano Toma, i referenti artistici insieme a me, Michele Martinelli e Roberto Giorgetti, più l’aiuto della prof.ssa Barbara Baroncelli e per il PCTO la prof.ssa Lucia Marcacci, inoltre si ricorda anche gli autori del filmato di tutto il progetto, che sono Lavinia Andreini e Michele Celli, e il colorificio Bevilacqua di San Concordio.

Desidero concludere con un pensiero nato in me lungo il percorso: – Dobbiamo dare fiducia ai giovani e fargli fare le cose vere e concrete. Hanno dimostrato di essere bravi e di sapersi comportare davvero bene, potendo insegnare tante cose agli adulti, partendo dal sorriso. Infine, una società o una persona che dimostra di avere fiducia nei giovani, dimostra anche di averne in se stessa e nel proprio domani.

GERRY

Questa piccola scultura è dedicata a Gerry, un amico , una persona buona, un piccolo Pan, un contadino della foresta: – Gerry sei andato via, eppure vedo ancora i tuoi piedi nell’erba, ancora tocchi la natura con dono. L’aglio sulle piante contro i parassiti, la vanga e la cariola per fare i poggi, il bambù che batte gli ulivi. Tutto nella natura è bello per te, anche la carogna di un gatto morto, che prendi con le mani nude e lo sotterri insieme a un sorriso.

RIP Gerry

Gesso patinato, 40 x 15 x 8 cm, inserti in metallo di Kallamity

5 Dad

Ad oggi sono già 5 le settimane trascorse in didattica a distanza e abbiamo prodotto già molto nelle singole classi, scoprendo che le modalità della clausura forzata ci tengono molto impegnati

Una cosa divertente è stata trovare materiali alternativi per eludere le ristrettezze della quarantena e così un po’ per gioco e un po’ per necessità sono usciti questi 5 laboratori :

1º – calamita in pasta di sale

Abbiamo creato con la pasta di sale e una calamita una decorazione per il frigorifero

2º – tassello periodico

Abbiamo progettato un tassello a forma di losanga con cui pavimentare una superficie piana

3º – decorazione su maglia semiregolare

Scelta una configurazione semiregolare abbiamo disegnato sulla maglia creando una decorazione continua

4º – trasfigurazione

Scelta un’immagine, ne abbiamo tratto un disegno cieco, cioè l’abbiamo disegnata senza guardare il foglio, poi lo abbiamo ridefinito mantenendo le deformazioni in mix media

5º – icona speziale

Abbiamo ricreato una icona sacra in pasta di sale decorandola di fiori e spezie

Il lockdown può essere un momento irripetibile, non sappiamo veramente come stanno le cose, questa sete di definizioni ci può far ammattire più che sollevare. Incontrare noi stessi è la cosa più vera che possiamo esperire, mettere in atto, e possiamo farlo per diverse vie.. quella creativa è forse quella più dolce di tutte